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Conviene ancora investire nei BOT? Certo che NO!

Conviene ancora investire nei BOT? Certo che NO! | Lazzaro Assicurazioni

Investire in BOT nel 2017 è una cosa ancora conveniente? Scegliere di “parcheggiare” i propri risparmi nei titoli di stato italiani ha senso, quest'anno, con i rendimenti che sono ai minimi storici?

Diciamo che la risposta sta nel mezzo e dipende molto dalla finalità per la quale si sceglie di investire in BOT: se si vuole guadagnare denaro allora siamo di fronte all'investimento sbagliato, perché di guadagno con i BOT non ce n'è nemmeno l'ombra (al momento), se invece si scelgono i Buoni Ordinari del Tesoro come parcheggio temporaneo del proprio denaro in attesa di valutare altri mercati più remunerativi (come quello azionario o quello delle valute) allora questi titoli obbligazionari hanno senso.

Per capire di che tipo di investimento si tratta, dobbiamo fare necessariamente un passo indietro e tornare agli anni '70 e '80. Fu in quegli anni che lo Stato Italiano creò i BOT, che sono delle obbligazioni sicure a brevissima scadenza (massimo 12 mesi), con l'obiettivo di reperire soldi per coprire i debiti ritenuti, all'epoca, temporanei.

Proprio in virtù della breve scadenza, i BOT furono accolti con grande interesse dall'investitore medio, che poté, con essi, contare su un modo di investire denaro in maniera sicura e con certezza di riavere indietro la somma vincolata, più un certo guadagno come interesse, nel giro massimo di 1 anni.

Il vero successo dei BOT dell'epoca era però legato al rendimento: dal 15% al 25% annuo. Sono percentuali che oggi letteralmente sogniamo e che bisogna inquadrare, tuttavia, nell'ottica temporale di circa 40 anni fa, con l'inflazione alle stelle (oltre il 15%) e, di conseguenza, anche i rendimenti dei titoli statali dovevano tenere il passo.

Ai tempi, l'italiano medio si trovava di fronte alla scelta se investire in azioni, che rendevano circa il 15% ogni anno, ma solo per investimenti di medio / lungo periodo, oppure se scegliere le obbligazioni BOT, che garantivano lo stesso guadagno ma in un arco di tempo molto più breve.

Ovviamente, la scelta della maggior parte dei nostri connazionali ricadde sui BOT.

Da qualche anno a questa parte la situazione dei BOT è letteralmente cambiata: i tassi di interesse sono diminuiti in maniera drastica tanto che, oggi, chi investe in BOT perde soldi!

La domanda che ci facciamo, cioè se conviene investire in BOT nel 2017, ha pertanto una doppia risposta: “si” se lo si fa solo per parcheggiare temporaneamente il denaro che si ha in cassa, “no” se si cerca un rendimento remunerativo (sono meglio un libretto postale o un conto di deposito, a questo punto).

Se andiamo a guardare l'andamento delle ultime aste di BOT tenute dallo stato italiano, si nota un rendimento negativo di questi titoli statali, il che significa che si ottiene (leggermente) meno di quello che si paga.

FONTE: http://www.forextradingitalia.it

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