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Fondi pensione e casse privatizzate fuori dal bail-in

Fondi pensione e casse privatizzate fuori dal bail-in | Lazzaro Assicurazioni

Pronta la norma per escludere i depositi degli enti dalla scure della procedura UE. Il governo rimedierà alla svista inserendo un comma nella legge che nel 2015 ha recepito le nuove regole sui salvataggi bancari. Si cerca il veicolo più adatto in cui inserirla, ma quasi certamente sarà un decreto

Depositi di casse privatizzate e fondi pensione fuori dal bail-in. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, il governo ha pronta una norma per proteggere i denari parcheggiati nei conti correnti di tesoreria dagli operatori previdenziali, tappando così un buco lasciato aperto dalla legge che a fine 2015 ha recepito le nuove norme europee sulle crisi bancarie. Il pericolo che la liquidità di questi soggetti potesse finire sotto la scure della risoluzione era stato segnalato qualche settimana fa dalla Banca d’Italia.

L’istituto centrale rispondendo a un quesito di Assogestioni aveva sottolineato l’aggredibilità dei conti correnti dei fondi pensione, che non figurano nell’elenco delle passività escluse dal bail-in, così come le casse professionali. Si è trattato di vera e propria svista, anche perché i depositi dei fondi comuni d’investimento, per esempio, sono invece già protetti dalla normativa attuale. Per di più una svista che comporta rischi notevoli, considerando che in ballo ci sono i risparmi previdenziali (della previdenza obbligatoria o complementare) di milioni di lavoratori italiani. L’esecutivo si è così subito attivato per disinnescare la mina, mettendo a punto una norma che esclude i depositi di tesoreria di questi soggetti dalla sforbiciata che azionisti e creditori di una banca possono subire in caso di bail-in. Uno scudo totale che non prevede un tetto massimo oltre il quale le somme possano essere assoggettate alla condivisione delle perdite, come nel caso dei depositi dei privati, intaccabili sopra i 100 mila euro. Dovrebbe essere così fugato, nelle intenzioni del governo, qualsiasi dubbio circa la solidità e affidabilità di casse previdenziali e fondi pensione.

Concretamente si tratterà di far approvare un testo che vada a integrare la normativa originaria sulle nuove procedure di risoluzione per le banche, approvata alla fine del 2015, aggiungendo l’esclusione esplicita dei conti correnti alimentati dal risparmio previdenziale. Il testo è già pronto e si starebbe valutando il veicolo più adatto per farlo marciare speditamente, per cui verosimilmente si tratterà di un decreto legge.

Prosegue invece il confronto per quanto riguarda gli investimenti del risparmio previdenziale nell’economia italiana. A occuparsene per il ministero dell’Economia è il sottosegretario Pier Paolo Baretta, che ha dato segnali di apertura circa la possibilità di rivedere la norma approvata con la legge di Stabilità 2017. Si tratta della nuova disciplina che prevede agevolazioni fiscali per le casse previdenziali e i fondi che tengano in portafoglio asset legati all’economia nazionale per almeno cinque anni e che ha cancellato quella precedente sul credito d’imposta. Introdotto con la Legge di Stabilità 2015, quello schema, come già segnalato da MF-Milano Finanza, si è infatti rivelato un mezzo flop, con soli 34 milioni utilizzati sugli 80 milioni messi a disposizione dal governo.

Fonte - intermediachannel.it

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