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PENSIONE INTEGRATIVA: QUANDO IL FISCO E' AMICO

PENSIONE INTEGRATIVA: QUANDO IL FISCO E' AMICO | Lazzaro Assicurazioni

Oggi vi proponiamo un pezzo di un interessante articolo pubblicato ieri sul sito Corriere.it che tratta il tema delle pensioni e propone alcune opzioni per rimediare (se si può e si vuole) ad una previdenza pubblica troppo avara. Buona lettura!

"Il regime del Fisco sui fondi pensione rimane molto favorevole e quindi i benefici possono essere sfruttati per intero.

Un venticinquenne che comincia a lavorare con un reddito netto di mille euro al mese, versando mille euro l’anno in un fondo pensione ne risparmia 270 in tasse (a fronte di un’aliquota del 27%), con un beneficio totale che, moltiplicato per i quarantasei anni di permanenza nel fondo pensione, arriva a 13.422 euro. Per un cinquantacinquenne con un reddito netto mensile di 2.150, lo sconto è pari a 380 euro l’anno; per i tredici anni che mancano al pensionamento, il beneficio complessivo è di 4.940 euro. Le simulazioni (condotte dalla società di società di consulenza in pianificazione finanziaria e previdenziale Progetica, in esclusiva per Corriere Economia) mostrano la convenienza del regime fiscale sulla previdenza integrativa. Con la legge di Stabilità per il 2015, l’aliquota sui rendimenti annuali dei fondi pensione è aumentata dall’11,5% al 20%. Dal momento che si applica il 12,5% per gli attivi investiti in titoli di Stato (che rappresentano una parte preponderante di questi strumenti previdenziali), secondo stime di Mefop l’aliquota effettiva si attesta intorno al 15%.

In parallelo, è stata aumentata anche (dall’11% al 17%) la tassazione sulla rivalutazione annuale del Tfr in azienda, che viene aggiustato a un tasso dell’1,5%, più il 75% dell’inflazione. «Nonostante il recente aumento, la tassazione sulle plusvalenze realizzate dai fondi pensione resta più bassa del 26% che si applica sugli investimenti finanziari — spiega Andrea Carbone, partner di Progetica —. I benefici fiscali per la previdenza integrativa rimangono quindi forti. Le simulazioni mostrano, per un 55enne della generazione baby boomer e per un 25enne millennial, il beneficio fiscale annuo e totale che si può ottenere versando mille euro l’anno in un fondo pensione». È decisamente favorevole anche il trattamento fiscale sulla prestazione finale che si ottiene dal fondo pensione. Per un baby boomer, infatti, l’aliquota è del 15%, ridotta dello 0,30% per ogni anno di partecipazione successivo al quindicesimo, con uno sconto massimo del 6%. In pratica, con una permanenza di almeno trentacinque anni (come quella che caratterizza un giovane millennial), la tassazione si riduce al 9%, un’aliquota più bassa di ogni altro investimento previdenziale o finanziario."

di Roberto E. Bagnoli - Corriere.it - 31Marzo 2015

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