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PREVIDENZA COMPLEMENTARE – Pensione sicura e vantaggio fiscale

PREVIDENZA COMPLEMENTARE – Pensione sicura e vantaggio fiscale | Lazzaro Assicurazioni

La Previdenza Complementare in Italia cresce costantemente dal punto di vista delle nuove adesioni, del patrimonio gestito e dei rendimenti: è quanto emerge dall’ultimo aggiornamento dei principali dati statistici riferiti al 31 dicembre 2016 pubblicato dalla COVIP (Commissione Vigilanza sui Fondi Pensione).

I trend di crescita dimostrano che sempre più persone hanno acquisito consapevolezza della necessità di costruire una pensione integrativa per colmare le lacune di cui soffre quella obbligatoria.

Con l’attuale sistema pensionistico, riformato radicalmente a partire da metà anni novanta e tutt’ora soggetto a continue rivisitazioni,  si rende necessaria una Pensione Complementare, sia perché quella di base probabilmente non ci garantirà una tranquillità economica accettabile, sia perché i numerosi vantaggi fiscali, di fatto, rendono questo tipo di investimento tra i più vantaggiosi e sicuri del mercato.

I rendimenti della Previdenza Complementare nel 2016 sono stati positivi per tutte le tipologie dei fondi.

Nello specifico i fondi negoziali hanno avuto un rendimento del 2,6%, i Fondi Pensione Aperti hanno registrato un rendimento del 2,2%, mentre quello dei nuovi PIP ha raggiunto il 3,6% (dato riferito ai soli PIP Unit Linked senza contare le gestioni separate, il cui dato non è disponibile).

Quindi la Previdenza Complementare ha ampiamente superato la rivalutazione nel periodo del TFR lasciato in azienda che si è fermata all’1,5% per via dell’assenza di inflazione (il TFR in azienda si apprezza dell’1,5% fisso all’anno più il 75% dell’inflazione Istat).

All’interno di ciascuna delle diverse tipologie di forma pensionistica i risultati più elevati si sono avuti nelle linee a maggior contenuto di azioni, mentre i rendimenti delle linee obbligazionarie e garantite hanno subito l’effetto della riduzione dei corsi dei titoli di debito, registrando comunque nella media dell’anno un risultato positivo

Tali dati mostrano come la Previdenza Complementare sia in costante crescita e sia uno strumento affidabile, redditizio e sicuro tuttavia ancora molte persone, specialmente giovani, hanno scelto di non aderirvi e, anche inconsapevolmente, di non sfruttare gli indiscutibili vantaggi che arreca.

I contributi alla previdenza complementare sono deducibili sino a 5.164 euro l’anno, e anche le prestazioni sono soggette a un regime molto favorevole. La rendita vitalizia o il capitale in un’unica soluzione sono tassati infatti con un’aliquota del 15%, che si riduce dello 0,30% per ogni anno di partecipazione successivo al quindicesimo, con uno sconto che può arrivare al 6%. In pratica, a fronte di trentacinque anni di permanenza nel programma previdenziale, l’aliquota scende al 9%.  

Prima si comincia, migliore sarà il risultato finale!



TRATTO da "previsionari.it by AxA" pubblicato il 03/04/2017


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